COMUNICATO 4/2020



Rinascimento Economico, Sociale e Ambientale, dopo il coronavirus/covid-19,
dall’anno ’20 del XXI Secolo - Helicopter money


Due percorsi che potrebbero cambiare le prospettive dell’umanità:
1. Adottare la nuova disciplina “Etica ed Economia” che prevede di mettere al primo posto l’aspetto Qualitativo rispetto a quello Quantitativo. Il centro delle attività economiche diventa la Persona, parte della Comunità, e la Natura per arrivare, attraverso la solidarietà d’impresa, alla nuova consapevolezza Sociale, Economica e Ambientale.
2. Adottare la ridistribuzione dei mezzi di produzione (anziché la ridistribuzione dei redditi) attraverso la concessione di sussidi/contributi (helicopter money) dello Stato direttamente alle persone che si assumono l’onere (la responsabilità sociale) di fare impresa, utilizzando un metodo che innesca un nuovo meccanismo fiduciario tra lo Stato e i suoi cittadini (garanzia dello Stato sui finanziamenti, anche di quelli dei privati/famiglie/imprese/stakeholder, verso le imprese) e, contestualmente, si dà avvio al riequilibrio tra il debito pubblico e il debito/risparmio complessivo dell’Italia.
Gli obiettivi
- Si potranno creare le condizioni per il passaggio dalla società dei consumi, dove la retribuzione per il lavoro è diventata “strumento per consumare”, alla società “partecipativa” del Prof. Pier Luigi Zampetti (29.3.1927 – 1.11.2003). La proprietà, oggi troppo accentrata nelle mani di pochi, sarà diretta conseguenza del Lavoro che avrà il primato sul capitale. I mezzi di produzione andranno ai lavoratori che si orientano all’impresa affinché tutti ritrovino una loro più appropriata dimensione personale: “gli esseri umani nascono imprenditori, non ricercatori di lavoro”, Prof. Yunus.
- Le imprese diventeranno luoghi di “scambio di capacità imprenditoriali” e di rilevante “responsabilità sociale”.
Il Metodo
- Lo Stato, anziché distribuire direttamente i contributi, presta garanzie bancarie agli Istituti che concedono i finanziamenti alle imprese.
- Stabilita l’entità dei contributi (helicopter money), gli operatori economici iscriveranno a bilancio un credito verso lo Stato, di importo corrispondente, per imposte anticipate mentre, la contropartita contabile sarà costituita da patrimonio/capitale sociale.
Lo Stato presta garanzie e non incrementa il suo debito pubblico, avviando un processo fiduciario con i cittadini che, al momento di pagare le imposte, porteranno in detrazione, dalle medesime, il contributo ricevuto.
Se lo Stato dovesse garantire ulteriormente i prestiti diretti dei cittadini verso le imprese, avvierebbe un meccanismo virtuoso in grado di riequilibrare debito pubblico e debito complessivo (che comprende debiti/risparmi di famiglie e imprese), in modo da poter competere in Europa senza essere più considerati cittadini di un Paese con i “conti in disordine”.
Cosa fare ancora
- Dedicare maggior attenzione al mondo giovanile, promuovendo luoghi di incontro e di dibattito per ragazzi e giovani dai 13 ai 18 anni. Vanno coinvolti gli istituti scolastici di ogni genere e grado, per quello specifico intervallo di età, creando un ponte naturale e sinergico tra la scuola, le imprese e le professioni.
- Diffondere Fondazioni nelle quali imprenditori e benefattori/filantropi/magnati mettono a disposizione risorse economiche e culturali per creare nuovi “incubatori d’impresa” e per gestire imprese sociali del “modello Yunus” e imprese Benefit.
- Utilizzare il metodo di aiuto diretto alle imprese (helicopter money) anche nei Paesi in via di sviluppo, direttamente da parte delle organizzazioni internazionali dedite agli aiuti per lo sviluppo compatibile.

Roma - Bassano del Grappa, 30 aprile 2020


Tullio Chiminazzo – Fondatore Movimento mondiale delle Scuole “Etica ed Economia”


 

 





Inviato il 2020.05.05 08:30:03
Otello
Caro Tullio, grazie per il tuo costante pensiero e proposte sempre rivolti al futuro. Condivido quanto proponi ma ti scrivo alcune mie considerazioni. Punto 1:d'accordo però il quantitativo è indispensabile per il mantenimento costante (non in aumento) della produzione la cui eventuale eccedenza dovrebbe andare ai paesi che ne hanno bisogno per loro carenza strutturale.
Punto2:lo vedo difficilmente attuabile - lo vediamo in questi mesi - perché purtroppo il nostro Paese non avendo un centesimo in cassa, se non ricevere costantemente versamenti per tasse ed imposte e balzelli vari comprese le accise, non riesce a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti.
Obiettivi, metodo e cosa fare ancora, condivisibile tutto.
Un caro saluto

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Inviato il 2020.05.05 08:32:23
Tiziano
Caro Tullio,
ho letto questo tuo ultimo scritto con interesse e ne condivido pienamente lo spirito.
Temo, visto che la classe dirigente è stata formata dall'economia di mercato, sia una proposta destinata a fallire.
Con stima
Tiziano

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Inviato il 2020.05.05 08:36:16
Roberto - Roma
Questo lavoro è la base fondamentale per una ripresa armonica ed etica del Lavoro e dell'Economia d'Impresa, molti Economisti internazionali che lo hanno letto si sono espressi favorevolmente in merito a ciò.

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Inviato il 2020.05.05 08:38:11
Loredana
Carissimo Tullio, ti conosco da quando eri praticamente un “ragazzino” e ti ho sempre ammirato per la tua intelligenza, la tua correttezza, la tua tenacia e soprattutto la tua COERENZA. Non hai mai smesso di studiare, di cercare soluzioni per rendere il mondo più equo e vivibile, ti sei adoperato in tutti i modi per divulgare “una necessità imprescindibile” – l’ETICA – in tutte le attività umane, hai sperimentato con successo alcuni sistemi che oggi proponi e spieghi nei tuoi puntuali comunicati. Quasi tutti vogliono salire su un pulpito ma, quasi nessuno, pratica quello che predica! Tu sei un esempio di coerenza e di capacità nel coniugare lavoro, profitto ed Etica. Dovremmo seguire il cammino che hai indicato con molta chiarezza e che è stato apprezzato da economisti di fama (mettano in pratica “per primi”, però, questi nuovi strumenti da te così ben esposti!). Mi auguro che la triste esperienza del virus sia l’occasione buona per comprendere come l’interazione tra uomo e Natura e, quindi, anche tra uomini e uomini, esiga correttezza, coerenza ed Etica! L’alternativa, purtroppo, non sarà soltanto severa, ma spietata!
Ad maiora…
Loredana

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Inviato il 2020.05.05 08:41:01
Evaristo
Condivido le idee che hai esposto, coerenti con quanto da anni vai proponendo, ma difficilmente saranno attuate.

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Inviato il 2020.05.05 08:42:26
Marco
Ciao Tullio, in riferimento alla tua intervista avevo scritto un Post su FB 3-4 giorni fa che ti ricopio.
una mia idea che darebbe ossigeno alle aziende, si dovrebbe proporre la possibilità alle aziende di non pagare le tasse per 3 anni, magari stabilendo un tetto massimo per es. del 50%, o anche di più, dell’ammontare delle tasse stesse, poi si dovrebbe trasformare le tasse non pagate in finanziamento dilazionato per 10 anni con partenza delle rate fra 3 anni. In questo modo non togliete liquidità alle aziende si toglie l’intermediario della banca, la liquidità è immediata ed è di facile attuazione, e poco costo per lo Stato.
Non è molto dissimile dalla tua proposta, il problema rimane il reperimento delle risorse per il funzionamento dell'apparato statale che oggi assorbe la totalità delle tasse versate, per cui è un bel progetto ma se da parte dello stato non vi è nel contempo una riduzione sostenibile della spesa pubblica vedo complicata la tua proposta di trasformare un finanziamento garantito in un credito di importa.
Sono convinto comunque che questa sia una via fondamentale per il futuro, è la pratica attuazioen che mi lascia perplesso.
Un caro saluto.

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Inviato il 2020.05.05 08:44:08
Alfonso
Caro Tullio,
condivido in pieno le tue proposte per il rilancio dell'economia.
Come sempre, mettono al centro di qualsiasi azione, l'essere umano, la capacità individuale di lavorare e di sentirsi integrato in un sistema che, oltre al raggiungimento di un risultato economico, lo faccia sentire pienamente partecipe al miglioramento della società e delle condizioni di vita.
Un caro saluto
Alfonso

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Inviato il 2020.05.05 08:45:53
Alfonso
Caro Tullio,
desidero fare qualche considerazione relativa al momento che stiamo vivendo, spero che tu voglia perdere alcuni minuti del tuo prezioso tempo per leggere queste poche righe.
Il coronavirus è stato uno tsunami che si è abbattuto su tutto il mondo, ma l’Italia è stata, dopo la Cina, il primo Paese che si è trovato di fronte ad un nemico nuovo, sconosciuto e velocissimo nel produrre danni e morti.
Le conseguenze morali, sociali ed economiche sono state devastanti e tutti noi abbiamo assistito a migliaia di morti soprattutto in alcune regioni del Nord.
Bisogna riprendersi da questa sciagura.
La ripresa è, a mio parere, prima di ordine psicologico e poi sociale ed economico. Occorre molta forza e molte idee per un nuovo corso dell’umanità.
Ho letto con interesse la tua ultima mail, e il progetto che hai stilato per una corretta ripresa economica di questo Paese, che ancora una volta deve risollevarsi da eventi negativi.
Condivido in pieno il tuo pensiero che è innovativo e di ampie vedute, inclusivo e proiettato verso una condivisione delle risorse proponendo uno sviluppo della società che definirei orizzontale.
Purtroppo credo che non sia ben visto dai gruppi di potere, dai grandi gruppi economici che potrebbero vedere in una tale ipotesi di sviluppo economico, un indebolimento nella loro esclusiva gestione del mercato.
Sono rimasto molto colpito e amareggiato che anche in questa occasione, i politici (Governo e opposizione), dopo i primi giorni di comprensibile smarrimento durante i quali non sapevano come affrontare il problema, hanno poi ricominciato a fare campagna elettorale.
Mentre da più parti si diceva: “dopo nulla sarà come prima”, i politici già stavano facendo quello che facevano prima, cioè le solite inutili dichiarazioni tendenti a carpire il favore degli italiani, perdendo di vista, come al solito, le cose più importanti da fare: salvare vite umane e l’economia della nostra nazione.
Questo virus ci ha fatto capire che dovevamo fermarci, rallentare lo sviluppo tecnologico e ridare importanza ai rapporti umani e al rispetto del Pianeta.
Fiumi puliti, mari ritornati trasparenti, animali che si avventuravano nelle strade di centri cittadini liberi da persone e veicoli. La Natura che si riprende i suoi spazi e che ti fa capire che è Lei a comandare e non devi più disturbarla altrimenti ti si rivolta contro.
E siamo quasi arrivati alla fine delle quarantene, degli isolamenti, e si intravede una ripresa. Ed ecco che il “dopo nulla sarà come prima” viene di colpo dimenticato ed ognuno pensa a sé.
Questa volta sono i Governatori a fare politica. Si perché vengono fuori le varie economie del nostro Paese.
Le regioni del Nord, giustamente vogliono riaprire le aziende al più presto per riavviare il lavoro, la produzione e l’economia; le regioni del Sud, legate ad una economia di servizi, vorrebbero ripartire più tardi perché sarebbe più prudente.
Per me anche questa è politica opportunistica, in quanto ognuno tenta di fare proposte che soddisfino il proprio elettorato, ma nessuno si pone il problema di come ripartire trasformando le negatività in positività, con una ripartenza che tenga conto del vero rilancio socio-economico della nazione.
Ad esempio, non abbiamo sentito nessuno che diceva che il fermo delle aziende e la conseguente pulizia dei mari, dei fiumi e il riprendersi i propri spazi da parte della Natura, potrebbe essere una opportunità che ci è stata data per non rifare gli errori del passato, e che, quindi una ripresa delle attività produttive deve passare, anche con incentivi statali, attraverso un controllo e una revisione degli impianti industriali inquinanti o mal funzionanti.
Perché vale la pena ricordare che l’Italia è una nazione con tradizioni turistiche. Le opere d’arte presenti in Italia sono l’80% di tutte quelle presenti sul Pianeta. Le bellezze paesaggistiche che possediamo noi sono ammirate e invidiate da milioni di turisti di tutto il mondo.
L’Italia potrebbe vivere di turismo e il settore potrebbe servirsi dei manufatti prodotti dalle nostre Aziende creando così una filiera virtuosa. Potrebbe essere la Nazione più ricca del mondo ma………

Naturalmente non pretendo di avere la soluzione di tutti i problemi, ho solo voluto sfogarmi con un amico che come me, non ha interessi diretti conseguenti ad una o altra scelta ma che sogna una società equa e solidale.

Un abbraccio virtuale.

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Inviato il 2020.05.05 08:49:17
Renato
Ciao a tutti.
Mi sembra che tutti siamo d’accordo sulla visione di Tullio ma ci sono molti dubbi sulla possibilità della sua realizzazione….
Penso che siano importanti due cose:
1) Fare nel nostro piccolo mondo quotidiano le piccole cose in cui crediamo (anche solo parlarne…);
2) Sostenere questa visione (se ci si crede…) e non seguire la semplificazione da talk show televisivo che ci propinano …;

Forse ci potrà essere il rischio per noi di non vedere realizzata questa visione (distribuire la produzione/lavoro e non la ricchezza) anche perché:
a) non è banale da raccontare;
b) ci sono i così detti poteri forti o meglio deboli;
c) ma soprattutto l’ignoranza/incompetenza di questa “democrazia dei creduloni” (vedi Gérald Bronner) ……

Per fortuna ci sono i nostri figli e i nostri nipoti!
Con loro sono sicuro che il mondo cambierà e se li sosterremo potranno realizzare anche i nostri sogni e dare un futuro migliore a loro stessi.

Un abbraccio affettuoso a tutti.
Renato

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Inviato il 2020.05.05 08:54:07
Francesco
Ciao a tutti,

concordo con la proposta di Tullio ... e concordo anche con la difficoltà della realizzazione anche perché l'attuale sistema finanziario ha preso il sopravvento sulla produzione.
Credo che l'alternativa sia un movimento che parta dal basso in tutti i settori compresa la politica, intesa come partiti attuali.
Un caro abbraccio
Francesco

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Inviato il 2020.05.12 16:17:13
Leonardo
Ciao Tullio,

E' chiaro che il sistema capitalista come lo conosciamo attualmente non può reggere in questa società e questo pianeta.
Già troppo è stato distrutto per il guadagno di pochi.
Purtroppo il tempo a nostra disposizione per invertire rotta è sempre più breve e per il momento le prospettive sono poco ottimistiche. Credo che innanzitutto il primo step sia di rivoluzionare il nostro percorso tramite un'evoluzione spirituale, per poi diventare veicoli di diffusione di equità e libertà.

Un abbraccio,
Leonardo

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