COMUNICATO 3/2020



PROPOSTA
PICCOLE E MEDIE IMPRESE – PROFESSIONISTI ED OPERATORI ECONOMICI “RINASCIMENTO ECONOMICO” DOPO IL CORONAVIRUS/COVID-19 DALL’ANNO ’20 del XXI SECOLO
Helicopter Money


PREMESSE
A) I leader mondiali sembrano alla ricerca di un futuro di comunità condiviso, mentre i parametri e le modalità di svolgimento dell’Economia necessitano di essere rivisti, rendendo indispensabile riscrivere le regole per il corretto comportamento che faccia seguire il miglioramento delle condizioni di vita nel pianeta, utilizzando criteri di solidarietà e fratellanza, all’interno dei Paesi e tra i Popoli. Tutte le persone devono ritrovare la propria dimensione spirituale per mettere al primo posto il Bene comune e la gioiosa appartenenza alla propria Comunità.
Il primo presupposto vuole che la scienza/disciplina “Economia” debba essere ora sostituita da una nuova disciplina: “Etica ed Economia”, caratterizzata dalla solidarietà come elemento moltiplicatore le utilità economiche e sociali. Quest’ultima prevede che l’attenzione sia spostata dall’aspetto quantitativo a quello qualitativo, affermando che qualsiasi processo economico deve porre al centro la Persona come parte della Comunità, dove la salvaguardia della Natura, la riduzione progressiva dell’inquinamento, l’utilizzo di energie rinnovabili e delle reti, l’orientamento delle attività all’economia circolare e all’economia della condivisione, nella ricerca della diminuzione degli sprechi, saranno alla base di tutte le attività umane future. I processi produttivi si dovranno concretizzare attraverso attività culturali che assumono rilevanza economica e sociale, ponendo la massima attenzione verso i poveri e gli esclusi. La solidarietà tra operatori economici e consumatori, tra lo Stato e i suoi cittadini, come pure nelle diverse relazioni a livello internazionale, favorirà la globalizzazione della solidarietà che costituirà l’elemento determinante del passaggio dall’attuale disciplina, “Economia”, alla nuova, “Etica ed Economia”.
B) La conseguenza di questo positivo orientamento, che tende a valorizzare il lavoro delle persone con il necessario e contestuale ridimensionamento del peso della finanza in economia, presuppone l’abbandono dell’Assistenzialismo e del Consumismo, le due facce della stessa medaglia, affinché tutti, produttori e consumatori, assumano nuova responsabilità sociale, mentre le strutture economiche dovranno caratterizzarsi per la loro importante funzione sociale.
Il secondo presupposto ci dice che, per realizzare questi obiettivi, gli Stati e le Organizzazioni sovranazionali, che sono tenute comunque all’assistenza verso le fasce più deboli della società, devono indirizzare le risorse non più verso la ridistribuzione della ricchezza ma verso la ridistribuzione dei mezzi di produzione, facendo in modo che il maggior numero di operatori acquisiscano le dovute “capacità imprenditoriali”.
Semplicemente: “non si deve dare il pesce ma ridistribuire gli strumenti e insegnare a pescare”.


PROPOSTA
1. Aspetto culturale
Perché possa prendere avvio il “rinascimento economico” che serve all’umanità, in questo particolare momento storico, si deve partire dalla fase culturale che, a tempo stesso, possa permettere la valorizzazione di quella economico-finanziaria, in funzione sociale. Vanno sostenuti corsi, incontri, cenacoli culturali e scuole d’impresa per la diffusione e la comprensione della nuova disciplina “Etica ed Economia”, con il contributo primario di Industriali, Artigiani, Commercianti, Agricoltori, Professionisti e loro Associazioni di categoria, Sindacati dei lavoratori e Associazioni di volontariato e di promozione del Bene comune.
Per quanto si riferisce alla preparazione delle nuove generazioni (ragazzi e giovani dai 13 ai 18 anni) si devono promuovere luoghi di incontro e dibattito sui contenuti della nuova disciplina, coinvolgendo gli istituti scolatici di ogni genere e grado per quello specifico intervallo di età, creando un ponte naturale e sinergico tra la scuola, le imprese e le professioni.
Imprenditori e benefattori/filantropi/magnati dovrebbero dar vita ad istituzioni, per il “bene comune”, private/pubbliche (ad esempio, attraverso Fondazioni), capaci di diventare dei veri e propri “incubatori d’impresa”, affinché possano affermarsi i nuovi modi di concepire i fenomeni economici e, conseguentemente, le nuove modalità di vita nel pianeta.
2. Aspetto economico-finanziario
Gli Stati dovrebbero mettere a disposizione gratuitamente risorse (helicopter money) per le persone fisiche chiamate a collaborare per riavviare i processi di sviluppo economico, dopo la crisi causata dal “coronavirus/covid-19” e per tutti coloro che, in futuro, decideranno di fare “IMPRESA”, distinguendo due modalità operative:
a) la prima, con risorse di importi limitati, da concedere a tutte le persone che si impegnano ad operare nel mercato adottando i criteri della nuova disciplina “Etica ed Economia”;
b) la seconda, per importi più consistenti, da concedere a tutte le persone che, oltre ad impegnarsi ad operare nel mercato adottando i criteri previsti alla precedente lettera a), presentano un progetto economico ritenuto di rilevante interesse sociale.
In entrambi i casi, i contributi/sussidi verrebbero anticipati dagli Istituti bancari, a titolo di finanziamento, garantito dallo Stato. Contemporaneamente, professionisti e piccole e medie imprese iscriveranno a bilancio un credito verso lo Stato per imposte anticipate, corrispondenti all’entità del sussidio, mentre la contropartita contabile sarà costituita dal patrimonio o capitale. Attraverso questo metodo si realizza l’immediatezza della disponibilità finanziaria e, contestualmente, una sistematica e prudenziale allocazione delle risorse.
Inoltre, si dà l’opportunità agli operatori di agire nel mercato in modo efficiente applicando la solidarietà economica, il cui primo esempio viene dallo Stato che interviene avviando un processo virtuoso, sia in questo difficile momento storico di crisi globale ma, specialmente, per tutti coloro che, in futuro, vorranno assumere responsabilità sociale: le giovani generazioni, in particolare.
3. Riduzione dell’incidenza della finanza nell’economia reale
Le imprese che, oltre ad impegnarsi per l’applicazione della nuova economia etica, sono trasparenti nel determinare e rendere pubblico il valore della propria azienda, possono accedere a nuove forme di finanziamento garantito dallo Stato, con apporti diretti da privati (dipendenti, soci, fornitori, clienti, banche e stakeholder in generale). L’utilizzo di questo sistema, che potrebbe assumere il nome di finanza di vicinato o finanza della conoscenza, riduce il costo dell’intermediazione finanziaria e l’incidenza della finanza nell’economia reale. Permette ai cittadini di accedere ad uno strumento di prossimità dove possono investire i propri risparmi (tutelati) e, contestualmente, diventare parte attiva dello sviluppo economico locale.


CONCLUSIONI
A noi sembra che la nuova disciplina “Etica ed Economia”, se correttamente diffusa ed applicata, unitamente alla tecnica di ridistribuzione dei mezzi di produzione, con la diffusione di nuove capacità imprenditoriali, possano rappresentare strumenti vincenti per riavviare lo sviluppo a livello mondiale. Quello che appare altrettanto convincente è l’utilizzo che potrebbe aversi nei Paesi in via di sviluppo dove i sussidi potrebbero essere elargiti direttamente dalle organizzazioni sovranazionali, evitando pastoie burocratiche e carenti organizzazioni che, proprio in quei Paesi, rappresentano spesso il principale limite alla diffusione di uno sviluppo compatibile. Anche la diffusione di una nuova “finanza di vicinato” potrebbe aiutare l’economia a riprendere il proprio ruolo, accrescendo l’importanza economica del risparmio di persone, famiglie e imprese.
Il punto centrale rimane la necessità di innescare un meccanismo fiduciario e se gli Stati faranno il primo passo, attraverso la garanzia sui finanziamenti, anche i cittadini potranno ritrovarsi in un nuovo mercato di “fiducia reciproca”.


Bassano del Grappa, 22 aprile 2020
Tullio Chiminazzo - Fondatore Movimento mondiale delle Scuole “Etica ed Economia”

 



PROPOSAL

SMALL AND MEDIUM ENTERPRISES, PROFESSIONALS AND ECONOMIC OPERATORS:
“ECONOMIC RENAISSANCE” AFTER THE 2020 CORONAVIRUS/COVID-19 PANDEMIC
Helicopter Money


INTRODUCTION
A) Global leaders seem finally interested in working towards a future of sharing communities. Economic parameters and methods certainly require thorough revision. The rules of business conduct need to be rewritten if the conditions of life on this planet are to improve; criteria of solidarity and brotherhood among nations and peoples must be adopted. We all have to rediscover our spiritual dimension if we are to prioritise the common good and achieve joyful membership of our own communities.
The first prerequisite is to replace the science/discipline of “Economics” with a new discipline of “Ethics and Economics” which considers solidarity as a multiplier of economic and social utility. This in turn requires that we shift attention from purely quantitative values to qualitative aspects. We must understand that economic processes need to focus on people as members of communities: the protection of nature, the gradual reduction of pollution, the use of renewable energy and networks, progress towards a circular, sharing economy and the elimination of waste play essential roles and must therefore underly all future human activity. Production processes must assume the form of cultural activities with both economic and social value and the greatest attention must be paid to the poor and excluded. Solidarity between economic operators and consumers, between the state and its citizens and in international relations can promote the globalisation of solidarity as a decisive element in the transition from today’s discipline of “Economics” to tomorrow’s “Ethics and Economics”.
B) Such ethical re-orientation, resulting in the valorisation of people’s work and a corresponding reduction of the role of finance in the economy, presupposes the abandonment of Welfarism and Consumerism, two sides of the same coin. Everybody – producers and consumers alike – must assume greater social responsibility; economic structures must be evaluated on the significance of their social function.
To achieve this second prerequisite, states and supranational organisations assisting the weaker elements in society must focus their efforts not on the redistribution of wealth but on redistributing the means of production so that as many operators as possible acquire “entrepreneurial capabilities”.
To put it simply: “we must stop distributing fish and instead redistribute the means to fish and teach how to fish”.


PROPOSAL
1. Cultural aspect
To launch the “economic renaissance” that humanity needs at this critical moment in time, we first need to change our culture. This will allow us to re-evaluate economic and financial indicators on the basis of social utility. Courses, meetings, cultural evenings and business schools must be organised to promote and explain the new discipline of “Ethics and Economics”, with contributions coming mainly from industrialists, craftsmen, traders, farmers, professionals and professional associations, trade unions, voluntary associations and charities.
To prepare the younger generation (teenagers between 13 and 18), meetings and debates must be held to discuss the new discipline, involving all the types and levels of school serving this age group, to create a natural and synergic bridge between education, industry and the professions.
Entrepreneurs and benefactors/philanthropists/magnates should set up private or public institutions for the “common good” (for example, through foundations). Such institutions should function as “business incubators” to promote the new understanding of economic activity and, consequently, to encourage a new approach to life on this planet.
2. Economic and financial aspect
States should provide free resources (helicopter money) to individuals called on to revive economic development after the coronavirus/covid-19 pandemic and to all those who, in future, decide to start a “BUSINESS”. Such resources should be distributed in two ways:
a) firstly, by allocating resources of limited value to all those who undertake to operate according to the principles of the new discipline of “Ethics and Economics”;
b) secondly, by allocating more significant resources to all those who not only undertake to operate according to the criteria established in letter a) but also present a business plan considered to be of great social interest.
In either case, contributions/subsidies should be advanced as state-guaranteed finance by the banks. In parallel, professionals and small to medium enterprises should record in their accounts a credit corresponding to the sum received, payable to the state in tax and guaranteed by assets or capital. This would make the necessary finance immediately available and, in parallel, systematically and securely allocate the relevant resources.
This would also give businesses an opportunity to operate efficiently while promoting the economic solidarity demonstrated by the state, thereby initiating a virtuous process, not just at this moment of global crisis, but more importantly aimed at all those intending to operate in a socially responsible way in future, particularly the younger generations.
3. Reducing the role of finance in the real economy
Businesses who, in addition to following the new, ethical operating rules, are also transparent in recording and publishing their accounts should be able to access additional forms of state-guaranteed finance, with direct contributions from the private sector (employees, shareholders, suppliers, customers, banks and stakeholders in general). Use of such a system, which could be defined as “neighbourhood finance” or “community finance”, would reduce financial mediation costs and the impact of finance on the real economy. It would also give citizens access to a local tool in which to invest (guaranteed) savings while at the same time contributing to local economic development activities.


CONCLUSIONS
Provided the new discipline of “Ethics and Economics” is correctly promoted and applied, and provided the means of production are redistributed and new entrepreneurial capacity is developed, we are convinced that growth can be revived globally. We also firmly believe that developing nations could make good use of these tools: subsidies could be distributed directly through supranational organisations, avoiding the bureaucratic bottlenecks and organisational inadequacies that often hamper the development of sustainable businesses in these countries. The diffusion of a new “neighbourhood finance” system would contribute to relaunching economic activity while raising the economic importance of personal, family and business savings.
The key issue is the need to put in place a trustworthy mechanism, but if nation states make the first move by guaranteeing finance, their citizens will find themselves in a new market based on “mutual trust”.

Bassano del Grappa - Roma, 22nd april 2020


Tullio Chiminazzo - Founder of the Global Movement of "Ethics and Economics" Schools


 

 





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