COMUNICATO 1/2020 - Invio 15.4.2020



NUOVO UMANESIMO PER LO SVILUPPO UMANO INTEGRALE DALL’ANNO ’20 del XXI SECOLO


Brevi riflessioni di Tullio Chiminazzo, Fondatore del Movimento Mondiale delle Scuole “Etica ed Economia”, a seguito del confronto con la Guida del Movimento, dott.ssa HORACE Marie Candide, del Madagascar.
Premesse e punti cardine
Fedeli alle nostre origini e ai principi che hanno ispirato la nascita del nostro Movimento, con l’inizio dei lavori nei primi anni ’90 del secolo scorso, riteniamo doveroso seguire la strada tracciata, nel solco di un cammino culturale che deve coinvolgere operatori economici e persone di buona volontà per agevolare l’incontro tra il sapere ed il fare, al fine di creare nuovo saper fare.
Il punto di riferimento rimane la Dottrina Sociale della Chiesa cattolica con le indicazioni ricevute da San Giovanni Paolo II, specialmente nell’incontro che coincide con la nascita del nostro Movimento (17.5.2001), per “globalizzare la solidarietà” e la condivisione delle interpretazioni del compianto Prof. Pier Luigi Zampetti (29.3.1927-1.11.2003), specialmente per quanto riguarda la sua visione sulla bontà del messaggio diffuso dalla Dottrina Sociale della Chiesa cattolica.
Rimane l’impegno costante nel dare attuazione ai progetti da noi già elaborati, con la maggiore attenzione a quello denominato “Scambio di Capacità Imprenditoriali”, oltre ad elaborarne di nuovi, convinti che la cultura deve orientare il nostro agire, senza mancare di dare un contributo concreto (spenderci attivamente) per diminuire le distanze nord-sud, per prospettare modelli di sviluppo sostenibile nel rispetto della persona umana, della natura e della vita nel mondo. L’accettazione e la valorizzazione delle diversità è il punto di riferimento più alto del nostro agire in modo da rendere effettivo il “moltiplicatore” sulla trasmissione e sulla ottimizzazione delle conoscenze.
Docenti universitari, imprenditori e professionisti sono le categorie alle quali maggiormente chiediamo l’impegno, così come a tutte le persone di buona volontà, in un cammino teso a creare ricchezza e farla godere in modo equo attraverso strumenti e metodologie efficaci, per lenire sofferenze, diminuire la povertà e dare voce agli esclusi dai processi di miglioramento delle condizioni di vita.
Dalla divisione della ricchezza alla “comproprietà” dei Mezzi di Produzione della ricchezza per giungere alla “condivisione” della Produzione di ricchezza
Dopo aver affermato che per migliorare le condizioni di vita nel mondo si devono seguire le indicazioni di una nuova disciplina denominata “Etica ed Economia” (aspetto qualitativo e quantitativo), in alternativa e a volte in contrapposizione con la classica “Economia” (aspetto quantitativo) e che l’economia deve declinare un quarto fattore produttivo costituito dalla “conoscenza”, oltre i tre fattori già conosciuti come terra-lavoro-capitale, si è ora nelle condizioni di sostenere che la redistribuzione della ricchezza (del reddito), attuata anche attraverso lo strumento dell’inflazione, ha condotto all’attuale società dei consumi, così come l’intervento dello Stato per investimenti in disavanzo, ha condotto allo Stato assistenziale. Conseguentemente, il reddito non è percepito per il lavoro prestato ma per il consumo da effettuare, ed è l’istituzionalizzazione dello spreco.
Partendo dal presupposto che il fondamento della proprietà sia il lavoro e che oggi pochi ricchi (proprietari dei mezzi di produzione) detengono proprietà esagerate, è facile comprendere che devono essere introdotti metodi efficaci affinché la proprietà dei mezzi di produzione vada estesa ai LAVORATORI, per passare dalla società dei consumi alla società “partecipativa”, del Prof. Zampetti. Quindi, dopo aver seguito la deriva della divisione o ridistribuzione della ricchezza e dei redditi, che ha generato una società malata che spreca e distrugge in abbondanza le risorse naturali nell’attuale società dei consumi, serve ora invertire la rotta e applicare nuove teorie che conducano a migliorare le condizioni di vita delle persone.
A nostro avviso non è sufficiente fermarsi alla distribuzione dei mezzi di produzione ma serve andare oltre e “condividere” o “distribuire” la produzione di ricchezza. È questo ulteriore passaggio, grazie al quale molte persone possono diventare artefici del proprio destino, che permetterà di produrre e distribuire beni in modo più efficace, attenti alla salvaguardia della natura e, quindi, attenti alla salute delle persone e a coloro che oggi sono esclusi dal processo produttivo.
Va da sé che per produrre ricchezza servono due elementi: i mezzi di produzione e la conoscenza/capacità imprenditoriale. È qui dove è maturata la maggiore intuizione del nostro “Movimento” che ha sperimentato con successo il progetto “Scambio di Capacità Imprenditoriali”, dimostrando che si possono attuare processi in grado di facilitare la realizzazione dell’assunto scientifico della necessità di giungere ad una più equa ed efficiente distribuzione/condivisione della “capacità di produrre ricchezza”.
Per semplificare è sufficiente modificare, nel modo che segue, la convinzione comune sulle modalità di aiuto verso gli abitanti dei Paesi in via di sviluppo e verso le persone in difficoltà, nelle società Occidentali: non si deve dare il pesce (non si deve distribuire ricchezza) ma, si devono distribuire gli strumenti (distribuzione dei mezzi di produzione, del Prof. Zampetti), e insegnare a pescare (scambio di capacità imprenditoriali, delle Scuole E.E.).
Il Movimento e la Fondazione “Etica ed Economia” di Bassano del Grappa
Affinché la Fondazione “Etica ed Economia” di Bassano del Grappa possa adempiere alla sua funzione storica, pare opportuno che al Consiglio di Amministrazione, di prossima nomina, possa essere prospettata un’ipotesi di lavoro che si intende qui riassumere:
1. Mettere insieme operatori economici fidelizzati e necessitati ad alimentare i propri percorsi imprenditoriali da “linfa culturale” espressa dall’ente Fondazione bassanese, come all’inizio dell’esperienza dei primi anni ’90. Ulteriori benefici potrebbero avere le comunità locali laddove persone, oramai concluso il periodo destinato all’accumulo di risorse, troppo impegnato e, quindi, non sempre coerente con un disegno di vita umanamente accettabile ma, sensibili ad orientare positivamente le società future, dovessero decidere di trasferire parte dei loro patrimoni a Fondazioni (unica forma giuridica idonea e presente nel nostro ordinamento di “Civil Law”, oltre al Trust, di derivazione anglosassone), con scopi da essi stessi prestabiliti e da attuare anche dopo la loro dipartita. Queste fondazioni, utilizzando correttamente i patrimoni, così come disposto dai fondatori, potrebbero diventare “incubatori d’impresa”, oltre che gestori di capitali dedicati ad attività produttive e distributive da svolgere eventualmente attraverso società “benefit”. Il rapporto costruttivo con “Scuole” del Movimento “Etica ed Economia” potrebbe, inoltre, produrre positive conseguenze per gli abitanti di intere aree geografiche in cui sono attivate. Altri esempi da seguire per realizzare i medesimi obiettivi sono rinvenibili nella “filosofia economica” del Prof. Yunus che prevede forme di sviluppo basate sulla distribuzione di risorse per l’acquisto dei mezzi di produzione ma, anche, sulla condivisione della conoscenza di tecniche produttive e distributive, in modo diffuso specialmente a beneficio di persone più povere ed escluse.
2. Creare l’Università di “Etica ed Economia” a Bassano del Grappa, con tre facoltà/indirizzi e con la partecipazione di persone, specialiste nel settore, che rappresentano la garanzia ed il punto di riferimento, anche dell’intero Consiglio di Amministrazione, del quale dovrebbero farne parte:
a) Etica ed Economia;
b) Natura/Agricoltura;
c) Innovazione tecnologica/Intelligenza artificiale.
3. Istituire il Festival Internazionale di “Etica ed Economia”, con cadenza biennale, a Bassano del Grappa, in modo da caratterizzare coerentemente questa città posta nel cuore del Nord-Est italiano, facendo particolare attenzione sui tempi necessari per una corretta organizzazione (non inferiori a 18-24 mesi) in modo da raggiungere il risultato prefissato. Serve coinvolgere un discreto numero di operatori economici indicati al punto 1), tutte le strutture culturali e di diffusione della cultura nel territorio (Es. le prestigiose librerie), le Associazioni di volontariato e di promozione del Bene comune, gli Istituti scolastici, le Associazioni di categoria, i Comuni, la Regione Veneto e lo Stato.
In riferimento ai tre punti sopra indicati c’è da osservare che, oltre alla città di Bassano del Grappa, il cuore del Nord-Est italiano è caratterizzato da altre 4 comunità di “città murate” che potrebbero partecipare, con notevoli sinergie ed utilità per i loro abitanti, ad un disegno complessivo attraverso il quale, partendo da un progetto culturale comune, si può pensare alla condivisione di progettualità, sia economiche che sociali. La Fondazione “Etica ed Economia” di Bassano del Grappa (VI) dovrà, perciò, allargare la proposta ad imprenditori, persone di cultura e di buona volontà, istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni delle Comunità di:
Asolo (TV), Castelfranco Veneto (TV), Cittadella (PD) e Marostica (VI).
Per quanto si riferisce alle eventuali difficoltà di dar vita ad una nuova Università, si deve osservare la peculiarità della proposta sulla prima in Italia denominata “Etica ed Economia”, coscienti che solo il fattivo impegno di imprenditori e di persone del territorio, dotati di patrimoni economici e culturali non comuni, potrà consentire di superare gli ostacoli che l’iniziativa immancabilmente porta con sé. La solidarietà, espressa in ambito circoscritto da coloro che abitano queste “ridenti” località, potrà avere pieno compimento solo se saprà aprirsi ad una solidarietà internazionale capace di favorire gli scambi di conoscenze in funzione di uno sviluppo umano compatibile con l’ambiente e la natura. L’attenzione e l’amore per la realizzazione delle aspirazioni e delle progettualità delle giovani generazioni sarà il punto di riferimento per il superamento di qualsiasi ostacolo, in vista di una più umana convivenza, coscienti che l’orizzonte da raggiungere è quello del “bene comune”.
Il Movimento e le realizzazioni concrete: nei PVS e nei Paesi Occidentali
L’obiettivo primario proposto è quello di favorire rapporti tra persone e operatori economici di tre continenti diversi (Europa, Asia-Cina, Africa-Madagascar), che possano contare sul contributo culturale delle Scuole di “Etica ed Economia” e che realizzino progetti integrati “Culturali-Economico-Sociali”.
Progetto “kinga” in Madagascar – Scuola “E.E.” di Mahajanga.
Progetto “Kinga” in Italia - Scuola “E.E.” di Bassano e Polonia - Scuola “E.E.” di Polonia.
Il nostro Movimento è particolarmente vicino al Madagascar, Paese in via di sviluppo dove sembrano nascere buone prospettive visto che l’attuale Presidente della repubblica pare abbia avviato una campagna di piantumazione di alberi, all’interno di un progetto di riforestazione del mondo, con l’intento di trasformare l’isola “rossa” (così è conosciuto il Madagascar) in isola “verde”.
Strumenti e progetti posti a disposizione dal Movimento delle Scuole “Etica ed Economia”
1. Scambio di Capacità Imprenditoriali:
tende a far incontrare giovani e persone provenienti da mondi ed esperienze diverse, con lo scopo di fornire loro la possibilità di fare un comune percorso culturale (corsi di “Etica ed Economia”) e, contestualmente, poter essere accolti dalle imprese dalle “porte  aperte” per apprendere modalità operative e conoscenze, rendendo liberi e autonomi nell’avviare e sostenere lo sviluppo nelle zone di provenienza;
2. Manifesto del XXI Secolo:
rappresenta il documento guida per assecondare le aspirazioni di un’umanità che vuole cambiare nella direzione del miglioramento delle condizioni di vita di tutti, con particolare attenzione ai più poveri ed emarginati, migliorando la qualità dell’aria e preservando la natura nel suo complesso. Mette in evidenza la necessità di creare una banca mondiale dei popoli per dare la possibilità a tutti di avere a disposizione i mezzi e gli strumenti per il lavoro, fonte di ricchezza e di dignità;
3. 1% - L’impresa strumento di solidarietà internazionale:
è un modo per raccogliere risorse da destinare alla più equa distribuzione dei “mezzi di produzione”, con la possibilità di partecipare ad una “gara” di solidarietà che rende partecipi, in un unico disegno, distributori e consumatori. Le imprese diventano il luogo ideale di diffusione della solidarietà così che si possa immaginare che la globalizzazione dei mercati possa diventare strumento per la globalizzazione della solidarietà;
4. Mutua Fide Bank:
è un ulteriore strumento per raccogliere risorse e per distribuirle, in forma trasparente e organica, nei Paesi in via di sviluppo. Può diventare prodromico alla creazione della banca mondiale dei popoli;
5. V.I.M. (Villaggi Impresa Madagascar):
rappresenta un modello di aggregazione di piccole imprese per rendere più facile la realizzazione di un sistema economico di sviluppo. L’esempio in Madagascar, vive da oltre 20 anni e rappresenta un modello esportabile in altri posti del Paese, così come in altri luoghi del mondo;
6. Globalizzazione della Solidarietà:
è il punto di riferimento di tutta l’attività del Movimento “Etica ed Economia”, tendente a costituire Scuole in ogni luogo in modo da poter facilitare il cammino culturale che le imprese devono necessariamente intraprendere per produrre e distribuire beni. Il bene comune e lo sviluppo equo e sostenibile, devono essere i punti di riferimento irrinunciabili per l’azione delle persone che operano nel mercato.

 



Bassano del Grappa - Roma, 28 febbraio 2020


Tullio Chiminazzo


 

 





Inviato il 2019.12.10 16:25:29
Francesco
Carissimo Tullio,
nel avere apprezzato come sempre il tuo equilibrato e super-condivisibile Comunicato, ti segnalo se non l'avessi già attenzionato questo appropriato Link https://www.fondazioneguidocarli.it/tag/etica-e-impresa/ e nelle prossime settimane spero di chiamarti per rinnovarti i miei sentiti auguri natalizi

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Inviato il 2020.04.17 12:28:04
james martin
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