COMUNICATO 5/2019



IL BENE COMUNE


Il Bene Comune, definizione dalle molte interpretazioni, almeno quanto l’abuso che ne viene fatto da intellettuali, economisti e politici. Le persone semplici ne fanno uso meno frequente forse perché ne comprendono di più il senso profondo e la sacralità che rappresenta, superando di molto i confini di un bene qualificato dall’essere di una comunità.
Cosa significa veramente saper anteporre il Bene Comune al bene personale?
Cosa dobbiamo fare e come dobbiamo orientare le nostre azioni quotidiane per essere più veri, trasparenti e comprensibili, anche agli occhi di coloro che non ci vogliono bene?
Ѐ la dimensione spazio temporale della nostra vita che ci interroga, che non ci lascia indifferenti, per riportarci al profondamente umano che è in noi. La società moderna ci propone continuamente modi di vivere nuovi ma, alla fine, se pure distratti dal fragore e dal vociare continuo, tutti possiamo riflettere e pensare alle occasioni di Bene che sperimentiamo, nel rapporto con l’altro e nella condivisione di momenti felici e semplici che ci fanno comprendere di più e meglio gli avvenimenti quotidiani. Ѐ il pensiero libero che ci fa vedere la falsità dei molti che usano il Bene Comune nella contrapposizione, per giustificare se stessi e i gruppi ai quali appartengono, per riaffermare il proprio ego, il proprio orizzonte limitato e personalissimo. Intenti alla protezione di interessi, spesso meschini e frivoli, e di limitata elevazione spirituale. Il Bene Comune, invece, è il risultato dell’equilibrio e della condivisione conseguente all’accettazione dell’Altro.
Nell’interrogarmi, per scendere a patti con coloro ai quali indirizzo queste mie riflessioni, devo confessare che la mia idea di Bene Comune trova origine e sviluppo continuo dal filo conduttore che mi ha tenuto avvinto tutta la vita, partendo dal quel bambino e fanciullo di molti anni fa, che tuttora vive ed è presente in me. Serviva saper mediare tra chi nulla detiene e chi ne aveva in abbondanza. La mediazione del pensiero, del cuore e dell’anima, con gli istinti personali e con la tendenza naturale di accumulare e conservare, anche per il futuro.
La comprensione che gli uccelli che volano nell’aria, cinguettando felici, non hanno bisogno di mettere da parte qualcosa per il domani. La riflessione sulle diversità tra le cicale e le formiche, due esempi in natura che ci fanno capire l’inutilità delle esagerazioni. Il desiderio di vivere meglio in una comunità di umani nella quale il potere e i soldi diventavano via via gli elementi sempre più divisivi. Ora serve però dare una risposta per dire a quale modello ideale di convivenza orientarci.
Non solo l’equilibrio tra la qualità e la quantità di beni e servizi prodotti e distribuiti ma anche il senso di responsabilità di coloro che sono i destinatari, i fruitori ovvero i consumatori che, inevitabilmente, ci portano a riflettere sulla società dei consumi, sui diversi metodi produttivi e distributivi, sulle ideologie imperanti, sulle contrapposizioni, inutili quanto devastanti, tra collettivismo e capitalismo, sulle diverse interpretazioni numeriche tra i pochi ricchi e i molti, troppi poveri, che abitano il pianeta.
Ecco la confusione, la mistificazione della realtà, la determinazione ostinata che le proprie idee siano superiori a quelle degli altri; ecco il bene personale, condito di discutibile esagerato egoismo, che prevarica il benefico Bene Comune che, espressione di un sano altruismo, ci permetterebbe di essere felici nel vedere un po’ meno sofferente l’altro, colui che dispone di scarse risorse per soddisfare i suoi bisogni.
Qui la mia convinzione nell’aver individuato nello strumento IMPRESA il veicolo più idoneo, oltre che più umano, attraverso il quale più persone possono mettere a frutto i propri talenti per realizzare il miglior risultato possibile. Per creare il maggior numero di opportunità affinché il Prossimo possa migliorare la sua vita.
L’impresa, risultato di un processo culturale adeguato, è anche il luogo ideale se diventa essa stessa Bene Comune, se favorisce produzioni e scambi, in funzione di altro Bene Comune, se è portatrice di azioni umane che servono a lenire sofferenze e a creare opportunità, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita del maggior numero di persone.
Verso la costruzione di quella “casa comune” nella quale la preservazione dell’ambiente sano, degli animali e della natura nel suo complesso, sono il dono delle attuali generazioni a quelle future, come massima espressione di Bene Comune.

Bassano del Grappa - Roma, 20 novembre 2019


Tullio Chiminazzo


 

 





Inviato il 2019.12.02 08:24:49
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