COMUNICATO 3/2016
Intervento del Testimonial Tullio Chiminazzo alla “Cena di Valore” di venerdì 25 novembre, organizzata all’interno del Festival della Dottrina Sociale di Verona, che si è svolto dal 24 al 27 novembre 2016.






ETICA ED ECONOMIA

ETICA
"Cliccando" scopriamo che il termine è di derivazione greca e sta a significare: carattere, comportamento, costume e consuetudine. Si dice anche che “etica” è una branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che ci permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico per poterli distinguere in buoni, giusti e leciti, secondo un determinato modello di comportamento (una specifica morale).
L’etica, perciò, è un insieme di norme e di valori che regolano il comportamento dell’uomo in relazione all’altro.

ECONOMIA
Sempre "cliccando" vediamo che il termine, di derivazione greca, sta a significare “casa”, anche come “beni di famiglia”, oltre a “norma” o “legge”. L’economia, perciò, rappresenta l’organizzazione che l’uomo può darsi per l’utilizzo di risorse scarse, finalizzata a soddisfare, al meglio, i bisogni individuali e collettivi. L’economia va anche intesa come un sistema di interazioni che garantisce tale tipo di organizzazione (sistema economico).

ETICA ED ECONOMIA
Qualsiasi ricerca su Etica ed Economia rimanda ad Amartya Sen (“Filosofo morale ed economista”, indiano, 3 novembre 1933, premio Nobel dell’economia nel 1998) e ad altri numerosi studiosi, interpreti e commentatori. Si va da Socrate, a Platone, ad Aristotele, con una particolare attenzione al tema della felicità, fino ai giorni nostri.
Senza voler demonizzare nessuno, ma con la consapevolezza che per meglio orientarsi, serve avere idee chiare, risultato della conoscenza del pensiero di filosofi ed economisti del passato e del presente ma serve, soprattutto, non dimenticare che la vera conoscenza presuppone anche il “saper fare” o quantomeno sapere qual è il risultato delle proprie azioni. Azioni che necessariamente assumono impulso dai soggetti, le Persone.
Le Persone sono perciò il riferimento indispensabile per poter fare qualsiasi ragionamento sia in ambito etico che economico. L’essenza prima di ogni persona è l’aspirazione alla libertà. Libertà che tutti vorremmo esercitare in un mondo più giusto, alla ricerca del buono, del bello, della sicurezza e della felicità.

Le mie esperienze personali mi impongono, come l’occasione di una discussione piacevole durante una cena, di essere sintetico e di semplificare il più possibile.
Come ognuno di voi, fin da giovanissimo (vorrei dire da bambino) mi sono posto problematiche di tipo economico che via via ho scoperto essere anche di tipo etico perché collegate alla mia volontà di crescere libero, amante del bello, del buono, del giusto, con sempre maggiore sicurezza e orientato alla migliore felicità possibile.
Come ognuno di voi, in un mondo di risorse limitate, mi sono subito accorto che la mia libertà si sarebbe dovuta confrontare con la libertà degli altri, persone come me, tutte con alcune delle mie stesse pretese o necessità: soddisfare i bisogni attraverso la disponibilità di beni che comprendevo subito dover essere materiali e spirituali, considerata l’immediata percezione (fin da bambini si capisce, per esempio, che gli affetti dei familiari sono estranei alla logica economica) della complessa dimensione dell’uomo.
In questo semplice ragionamento mi sono anche accorto subito che il povero, colui che può disporre di beni in modo limitatissimo, quand’anche i beni per soddisfare i suoi bisogni non siano addirittura assenti, ebbene costui non è assolutamente libero.

Il mio primario obiettivo è stato perciò quello di lottare contro la povertà in quanto ho ritenuto essenziale il dovere (prima ancora che un diritto) di procurarmi il cibo e, se possibile, procurarlo anche per le persone a me care.
È evidente che crescendo ho avuto alcune favorevoli opportunità come quella di diventare sufficientemente esperto di processi economici che vanno osservati con l’applicazione di tecniche adeguate che però, così come nei rapporti interpersonali (cioè etici), sono sempre mediate dalla comprensione e dalla considerazione che le diversità che caratterizzano ognuno di noi possono diventare elementi di divisione, che impoveriscono, oppure elementi di confronto e condivisione, che arricchiscono tutte le parti in causa.

Ho anche cercato di capire quali persone e organizzazioni potessero maggiormente aiutarmi nella comprensioni di fenomeni che possiamo classificare “umani”, e mi sono accorto che certamente la Chiesa Cattolica può essere definita “esperta di umanità”. Ecco allora che, con un nutrito gruppo di imprenditori, docenti universitari, professionisti e persone di buona volontà, dotate di sufficiente spirito di “ricerca” verso nuove strade da percorrere per il miglioramento delle condizioni di vita nostra, dei nostri figli e nipoti, ho contribuito a far nascere un Movimento che fa presagire la possibilità di pervenire ad un risultato soddisfacente.
Ecco perché qui, questa sera, voglio ribadire con gioia che il Movimento mondiale delle Scuole “Etica ed Economia”, del quale mi onoro esserne il fondatore, fa riferimento e trova ispirazione dalla Dottrina Sociale della Chiesa, partendo dalla Rerum Novarum (1891), di Papa Leone XIII, attraversando la Centesimus Annus (1991), di Papa san Giovanni Paolo II, per arrivare alla Caritas in Veritate (2009), di Papa Benedetto XVI e alla Laudato Sì, sulla cura della casa comune (2015), di Papa Francesco.

Ecco perché pensiamo che Etica ed Economia, così concepite, possano oramai rappresentare una disciplina da studiare ad ogni livello scolastico, affinché possano essere superate le divisioni, quasi sempre di ordine ideologico, che sono presenti in modo eccessivo nel nostro tempo.

Così facendo, dobbiamo dire ai giovani, con chiarezza, che un futuro migliore è possibile purché sappiano leggere il presente attraverso la dovuta considerazione di studi e ricerche del passato, ma senza inaridirsi e senza smarrire la via delle prospettive che possono dare l’utilizzo di tecniche avanzate, specialmente in questo periodo di straordinarie scoperte tecnologiche e di globalizzazione, se coerentemente conformi al rispetto dei valori umani, al rispetto della natura e dell’Altro.
Se sapranno orientare le proprie azioni a combattere la povertà per globalizzare la solidarietà, in un mondo dove esclusione e indifferenza sono già troppo globalizzate di suo.

Semplifichiamo per rendere comprensibili i processi e le prospettive di un percorso che, frutto di nuove e coerenti idee, estranee a chi le concepisce e diffonde, ci permetta di superare l’egoismo umano per incontrare e comprendere la straordinaria bellezza del “dono”.
Per abbandonare l’eccessiva personalizzazione che rende tutti schiavi dell’ego personale ed aprire la strada ad una società meno ingiusta, più attenta agli ultimi e agli esclusi, comprendendo appieno che ogni creatura ha il diritto/dovere di poter partecipare alla creazione del “bene comune”, che facilita la costruzione di una più bella “casa comune”.


Cordiali saluti.
Tullio Chiminazzo
Verona, 25 novembre 2016



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