COMUNICATO 10/2011
COMUNICATO 10/2011

In autunno cadono le foglie


Nella città nella quale vivo, esiste da alcuni decenni un bel viale alberato che percorro camminando, generalmente quattro volte al giorno, per trasferirmi da casa allo studio, nel centro cittadino, e viceversa.
Qualcuno potrebbe pensare alla noia che assale questo viandante, ma così non è. Anzi la natura non mi permette alcuna distrazione perché ogni giorno mi sorprende con nuovi colori e nuovi riflessi ma, specialmente, con la sua “naturale” capacità di rinnovamento. Tutto questo mi dà la possibilità di continuare a pensare e a sognare ma, soprattutto, mi dà speranza sul futuro dell’umanità.
Come non emozionarsi di fronte ad un viale tappezzato di una coltre di foglie gialle, marrone, rosso scuro e verde? Come poter rimanere insensibile a ciò che appare agli occhi quando alzi lo sguardo e vedi che anche gli alberi abbondano di foglie dai mille colori, generosi nel liberarsi naturalmente da ciò che non hanno più la forza di trattenere con l’avanzare della stagione autunnale.
Una natura che sembra contrastare sempre di più non solo col vociare sguaiato delle persone che partecipano ai numerosi dibattiti radio-televisivi ma anche con gli articoli di giornale, i cui titoli sei costretto a leggere per sentirti informato nel partecipare ai pochi seri dialoghi che la vita moderna ti concede.
“ …Si è perso di vista il bene comune, .. si è spinto sull’acceleratore della finanza sempre più creativa, … l’Italia è in crisi come sono in crisi gli Stati Uniti, … abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità e serve fare sacrifici, …. occorre recuperare il primato dell’etica e della politica, … serve un’autorità pubblica a livello universale, … evitiamo che l’abuso del ricorso a concetti di morale contribuiscano ad annientare la libertà ed il conseguente senso di responsabilità, … non sono certo i collettivisti (comunismo sovietico) che hanno perso il confronto con l’economia di mercato che possono ergersi a maestri, ……”
Potremmo continuare all’infinito ma ciò che più “stordisce” è l’ipocrisia ovvero il fatto che proprio coloro che possono far sentire la loro voce appartengono a quella classe politica, economica e finanziaria alla quale devono essere maggiormente attribuite le cause della crisi attuale: paradossalmente sono gli stessi che pretendono di saper indicare alla società le “cure per guarire”. Nessuno immagina che sia venuto il tempo di passare la mano, perché nessuno si pone il problema della propria personale credibilità, tanto meno se sono persone (manager) che solo pochi mesi fa hanno incassato liquidazioni da 40 milioni di euro (“glorificati” perché un ventesimo del “bottino-furto” – 2 milioni – sarebbe stato devoluto in beneficienza) o che tuttora prendono stipendi mensili 400 volte superiori a quelli dei propri subordinati. La follia sta nel fatto che se qualcuno di questi dovesse rinunciarvi, pensando che 30/40 volte lo stipendio degli altri collaboratori di impresa potrebbe essere sufficiente per condurre un’esistenza agiata, subirebbe addirittura la gogna quand’anche i mass media non evitassero di enfatizzare l’accaduto perché, a loro parere la notizia non farebbe audience.
Perché l’egoismo umano non permette che succeda anche per gli uomini ciò che la natura ci rappresenta spontaneamente e quotidianamente: la caduta delle foglie quando vengono meno le forze naturali che le legano ai rami e alla pianta?


Cordiali saluti.
Roma, 31 ottobre 2011
Tullio Chiminazzo



Inviato il 2011.12.02 10:11:16
Loredana
Quante cose belle sai dire: belle perchè sono giuste e rispecchiano la Verità. Viviamo in un mondo innaturale, il secolo scorso fu definito quello della menzogna... speriamo che questo sia della rinascita, se ci saranno più persone che si comporteranno come te!

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